PER IL RILASCIO IMMEDIATO
23 gennaio 2025
Contatto:
Lauren Regan, Direttrice del contenzioso e della difesa
Centro per la Difesa delle Libertà Civili
info@cldc.org
Attivisti Pro-Palestina Salem Younes e K Anton DICHIARATI NON COLPEVOLI al Processo —
La Comunità Mostra Forte Sostegno agli Imputati che Contestano il Genocidio e la Complicità degli Stati Uniti
Eugene, OR — Il 23 gennaio 2025, Salem Younes, una studentessa universitaria palestinese-americana di prima generazione, e K Anton, un attivista per i diritti umani libanese-americano, sono stati dichiarati NON COLPEVOLI all'unanimità da una giuria in corte distrettuale di Lane County a Eugene, Oregon. I due attivisti erano accusati di disturbo della quiete pubblica di secondo grado a seguito della loro partecipazione alla Giornata Globale di Azione (A15) del 15 aprile 2024.
Le proteste sull’A15 oggetto del processo hanno bloccato brevemente il traffico sulla I-5 nei pressi di Eugene, nell’Oregon, rappresentando un atto di resistenza audace e coraggioso volto a mettere in luce l’urgente crisi in Palestina — descritta dagli organizzatori non solo come un’emergenza umanitaria, ma come un genocidio in corso che richiede un intervento immediato. I sostenitori sostengono che l’azione sia stata una risposta diretta al ruolo degli Stati Uniti nella fornitura di oltre 70% delle armi utilizzate da Israele nelle sue campagne militari contro Gaza e il Libano. Tra le 62 persone arrestate e incriminate per questo atto di disobbedienza civile, Younes e Anton sono i primi ad aver ottenuto l’assoluzione da una giuria.
La Sig.ra Anton ha testimoniato con eloquenza alla giuria sulla moltitudine di danni e minacce che affliggono il popolo del Medio Oriente, inclusi Palestina e Libano, dove vivono i loro familiari. Ha spiegato perché gli americani hanno un dovere particolare di opporsi alla complicità del governo nei crimini di guerra di cui Israele è responsabile. La testimonianza della Sig.ra Younes ha sottolineato l'urgenza della protesta e l'importanza di attirare l'attenzione sulle devastanti realtà affrontate dai palestinesi, inclusa la loro famiglia che vive in Palestina.
Lauren Regan, la loro avvocatessa difensore e Direttrice della Litigation & Advocacy presso il Civil Liberties Defense Center, ha ringraziato la giuria per aver richiesto al governo di provare il suo caso e per essere giunta a una conclusione giusta e corretta. La difesa ha presentato mozioni per sostenere la difesa di necessità, o “scelta del male”, giustificando i potenziali atti di disobbedienza civile la scorsa settimana di fronte al giudice. Hanno chiamato due testimoni esperti in quella udienza, il Dr. Michael Fakhri, il Relatore Speciale delle Nazioni Unite per il diritto al cibo, che ha testimoniato sull'intenzionale piano del governo israeliano di affamare i civili palestinesi, una delle basi per la dichiarazione internazionale che Israele è e ha commesso genocidio e crimini di guerra contro il popolo palestinese, e il Dr. Stan Taylor, professore di scienze politiche e avvocato che ha testimoniato sui crimini nazionali e internazionali di Israele, nonché sulla lunga storia degli americani che hanno partecipato a efficaci movimenti politici per porre fine alle guerre. Il Dr. Fakhri ha testimoniato che i giovani e il movimento politico universitario sono i movimenti politici più potenti al mondo in questo momento. Quando gli studenti agiscono, i governi sono costretti a rispondere, anche con azioni volte a reprimere il loro dissenso e le loro proteste. Alla fine, la corte ha stabilito che la difesa non poteva essere presentata alla giuria, incluse le testimonianze di esperti, ma i due giovani imputati hanno potuto testimoniare su molte delle stesse questioni e preoccupazioni nella loro testimonianza alla giuria.
I membri della comunità hanno riempito l'aula in segno di solidarietà.
Un momento critico per il diritto di protesta
Il processo a Mx. Younes e Anton è visto da molti come una prova del trattamento, da parte del sistema giudiziario, di coloro che sono disposti a opporsi alla violenza politica. I sostenitori dei diritti civili sostengono che le accuse rappresentano una tendenza allarmante a criminalizzare la protesta e a mettere a tacere coloro che denunciano le pervasive ingiustizie sistemiche, sia a livello nazionale che internazionale.
Il caso ha galvanizzato gli attivisti locali, che lo considerano un momento cruciale nella lotta per proteggere il diritto di protesta e richiamare l'attenzione sulle violazioni globali dei diritti umani. I membri della comunità hanno riempito l'aula per mostrare la loro solidarietà a Younes e Anton, mentre i testimoni hanno attestato che questo tipo di azione politica è necessaria.
Per ulteriori informazioni, interviste o dichiarazioni, contattare il CLDC al numero 541.687.9180.
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